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I paradossi della legge elettorale

I paradossi della legge elettorale

La legge elettorale in vigore dal 1994 per le elezioni politiche in Italia è un sistema misto. Alla Camera il 75% dei seggi (475) è ripartito con il sistema uninominale e il rimanente 25% con sistema proporzionale (155 seggi). Per tale ragione non si può effettuare una semplice proporzione tra il numero di voti e il numero di seggi conquistati dai diversi schieramenti e partiti.
Il sistema uninominale ha favorito lo schieramento di centro-sinistra che conquista il 10% dei seggi in più rispetto ai voti conquistati (vedi tabella 1).

Tabella 1: confronto tra seggi e voti al maggioritario delle elezioni politiche del 1996

Schieramento
N seggi
% seggi
% voti
Differenza
Polo+ Pannella
169
35,7
40,5
-4,8
Ulivo + Progressisti
262
55,3
44,9
10,4
Lega Nord
39
8,2
10,8
-2,6
Altri
5
0,8
3,8
-3,0
Totale
475
100,0
100,0
|10,4|

 

Anche per la ripartizione dei 155 seggi con sistema proporzionale si riscontrano delle discrepanze tra la il numero di voti e quello di seggi. In questo caso occorre tener conto dello sbarramento del 4% che esclude dalla ripartizione dei seggi le liste che non raggiungono tale percentuale a livello circoscrizionale, e del sistema di scorporo escogitato per compensare le distorsioni della parte uninominale. Infatti per la parte proporzionale sono svantaggiate le liste minori e quelle appartenenti allo schieramento di centro-sinistra (vedi tabella 2).

Tabella 2: confronto tra seggi e voti al proporzionale delle elezioni politiche del 1996

Schieramento
N seggi
% seggi
% voti
Differenza
Polo+ Pannella
77
49,7
44,0
5,7
Ulivo + Progressisti
58
37,4
43,2
-5,8
Lega Nord
20
12,9
10,1
2,8
Altri
0
0,0
2,7
-2,7
Totale
155
100,0
100,0
|8,5|

 

Oltre a ciò, alle elezioni politiche del 1996, la differenza tra i voti validi ottenuti dagli schieramenti al maggioritario e la somma dei voti ricevuti dalle liste collegate al proporzionale presentano sensibili differenze. Il Polo ha superato l'Ulivo al proporzionale (16.481.785 voti contro 16.232.961 voti), ma ha conquistato meno voti al maggioritario (15.065.777 a fronte di 16.762.704). In sostanza, lo schieramento di centro-destra perde al maggioritario ben 1.416.063 dei voti ottenuti dai partiti della coalizione; di contro l'Ulivo guadagna 529.743 voti (vedi tabella 3).

Tabella 3: Differenze tra il voto maggioritario e il voto proporzionale alle elezioni politiche del 1996

Schieramento
Maggioritario
Proporzionale
Differenza
Polo+ Pannella
40,5
44,0
-3,5
Ulivo + Progressisti
44,9
43,3
1,7
Lega Nord
10,8
10,1
0,7
Altri
3,8
2,7
1,1
Totale
100,0
100,0
|3,5|

 

Per tale ragione nei giorni successivi alle elezioni si è assistito ad un'aspra polemica tra alcuni esponenti dell'Ulivo e del Polo per le Libertà su chi avesse ottenuto più preferenze dagli italiani in termini di voti espressi indipendentemente dai seggi conquistati. A seconda dei dati presi in considerazione, entrambe le coalizioni hanno sostenuto di detenere la maggioranza relativa dei voti.
Per rendere conto dell'incidenza del 'voto diviso' abbiamo simulato il risultato del maggioritario utilizzando il risultato del voto di lista dei partiti. In questo caso il Polo per le Libertà e Pannella avrebbero conquistato la maggioranza dei seggi (vedi tabella 4).

Tabella 4: simulazione del risultato maggioritario con i voti delle liste al proporzionale

Schieramento
Simulazione con dati proporzionale
Risultato effettivo
Differenza
Polo+ Pannella
260
169
+91
Ulivo + Progressisti
177
262
-85
Lega Nord
33
39
-6
Altri
5
5
0
Totale
475
475
-

 

Tuttavia la simulazione ha solo lo scopo di rimarcare l'incidenza del 'voto diviso' in quanto i due sistemi elettorali rispondono a logiche diverse.

Le distorsioni apportate da un sistema elettorale maggioritario non riguardano solo il nostro Paese: un esempio recente possono essere, infatti, le elezioni Americane. Se i risultati dovessero rimanere quelli oggi disponibili, Al Gore ottiene il maggior numero di voti, ma vince Gorge Bush Jr.

Nel prossimo appuntamento vedremo come la Lega Nord diviene l'ago della bilancia per le prossime elezioni, nonché l'importanza degli schieramenti minori.



11/21/2000
 
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