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Il peso della Lega e dei partiti minori nella competizione maggioritaria

In questo appuntamento valuteremo come cambia la forza di un partito minore considerando l’apporto che può dare alla vittoria di un collegio piuttosto che il suo peso in termini di percentuale a livello nazionale..

Per la quota maggioritaria possiamo immaginare la contesa elettorale come la risultante di 475 piccole elezioni che si svolgono in ogni collegio. Pertanto anche una lista che presenta un peso minoritario a livello nazionale, può vincere nel singolo collegio. Inoltre, considerato che pochi voti possono determinare la vittoria del collegio, una lista minore può contrattare il suo peso relativo quando i due schieramenti maggiori presentano un seguito elettorale simile.

L’elettore, dal canto suo, deve tener conto della possibilità di disperdere il voto al maggioritario contribuendo indirettamente all’elezione del candidato avverso. Il voto strategico può essere interpretato in termini di scelta razionale, in quanto l’elettore favorisce uno dei candidati che ha la possibilità di vincere anche se non è il preferito in assoluto.

In questo appuntamento valuteremo come cambia la forza di un partito minore considerando l’apporto che può dare alla vittoria di un collegio piuttosto che il suo peso in termini di percentuale a livello nazionale. In particolare esamineremo le performances della Lega e del Msf, valutando anche l’assunto di voto strategico. In altri termini quanto ‘paga’ l’alleanza con le Lega sia per il centro-sinistra sia per il centro-destra? E l’Msf sottraendo voti utili al Polo ha influito nella vittoria dell’Ulivo?

La scelta della Lega di correre da sola alle elezioni politiche del 1996 poneva alcuni interrogativi sulla capacità di resa elettorale. Ci si chiedeva se al maggioritario la base della Lega avrebbe preferito votate comunque per il proprio candidato, oppure, per il timore di disperdere il voto, avrebbe scelto un candidato più competitivo. Dall’analisi dei risultati, la seconda opzione sembra non essersi manifestata: i candidati della lega oltre a far il pieno dei voti sono anche riusciti ad attrarre consensi di elettori che hanno preferito un altro partito al proporzionale.

Passando ad analizzare la parte maggioritaria, la Lega si presentava in 228 collegi riuscendo a vincere in 39 casi. Già questo dato fa capire che la Lega può essere considerata l’ago della bilancia per la vittoria elettorale. In questi collegi, infatti, l’alleanza con questa forza politica comporta la vittoria con un ampio margine di scarto rispetto al secondo arrivato.

Oltre a ciò occorre valutare cosa comporta l’alleanza della Lega nei collegi che alla ultime elezioni sono stati conquistati dal Polo per le libertà o dall’Ulivo. Ebbene, simulando il risultato elettorale del 1996 sommando i voti della Lega ad uno dei due schieramenti maggiori, risulta che per entrambi la Lega sarebbe stata determinante per la vittoria in molti collegi. Il Polo avrebbe vinto in 60 collegi che sono andati all’Ulivo, soprattutto del Veneto e della Liguria. Da parte sua l’Ulivo avrebbe ‘strappato’ 58 collegi andati al Polo, in particolare a Milano e provincia oltre al Nord Est.

Per ciò che concerne il Movimento sociale-Fiamma tricolore esso costituiva una delle incognite delle elezioni passate; non si sapeva quale seguito elettorale avrebbe ottenuto e soprattutto se poteva costituire un elemento di disturbo per il Polo delle libertà. A livello nazionale l’Msf ottiene in media l’1,8% dei voti validi. Tuttavia occorre tener presente che questa forza politica si presentava solo in 178 collegi della Camera del centro-sud: calcolando la percentuale solo per i collegi dove l’Msf era presente la media sale a 4,9%, compresa tra un minimo di 1,55% (a Sassari) e il 14,7% nel collegio 7 della circoscrizione Lazio 2 (Cassino). Dall’analisi dei risultati si comprende che questo movimento da solo non ha alcuna possibilità di conquistare un collegio nella competizione maggioritaria. I suoi voti, però, divengono preziosi per la vittoria dello schieramento di centro-destra. Infatti, sommando i voti di questo movimento a quelli ottenuti dal Polo alle elezioni politiche del 1996, l’apporto di voti del Msf permette di ribaltare il risultato elettorale in 34 collegi (andati all’Ulivo), 12 dei quali nel Lazio.

Nella tabella successiva si riportano i risultati delle tre simulazioni realizzate in questo appuntamento, ricordando che esse hanno il fine di valutare gli effetti della legge elettorale e non di prevedere il risultato delle elezioni future. Per fa ciò, infatti, occorre tener presente la mutevolezza delle scelte degli elettori nel tempo e in relazione all’offerta politica.

Tabella: simulazione dei risultati del 1996 al maggioritario mutando le alleanze

Ulivo alleato con la Lega: + 58 collegi

Polo alleato con la Lega: + 60 collegi

Polo alleato con Msf: + 34 collegi

Comunque sia, l’analisi mostra la ragione per la quale i partiti minori possiedono spesso un largo spazio di trattativa all’interno delle coalizioni: se in assoluto il peso elettorale può essere marginale questo può bastare a determinare il risultato delle elezioni.

Infine, in relazione ai risultati della Lega e del Msf, l’assunto del voto strategico non sembra trovare una conferma empirica: se elettore avesse votato considerando le chance di vittoria del candidato preferito era plausibile che il Msf e in parte la Lega perdessero voti al maggioritario. Invece si è verificata la situazione inversa; l’elettore ha preferito confermare al maggioritario il voto al partito più affine alle proprie posizioni politiche anche con il rischio, e in alcuni casi la certezza, di disperdere il voto. Pertanto le scelte degli elettori non sempre si conformano alle teorie della scienza politica.



1/4/2001
 
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