Indipendenza e imparzialità
Da più parti ci è stato chiesto come pensiamo di riuscire a mantenere la più completa indipendenza e imparzialità...
Da quando Pericles è nato e ha iniziato a muovere i primi passi, da più parti ci è stato chiesto come pensiamo di riuscire a mantenere la più completa indipendenza e imparzialità. Ci preme, in particolare, sottolineare proprio questo secondo punto. Essere imparziali non significa essere neutrali. A nostro avviso, nascondere le proprie scelte etico-politiche, nel timore di sembrare di parte, è un errore. Crediamo, invece, che ci siano valori della convivenza civile e democratica che possono e devono essere dichiarati. Non è possibile, ad esempio, essere neutrali di fronte alla violenza, all'arbitrio, all'ingiustizia, da qualsiasi parte provengano. Quanto all'essere indipendenti e imparziali, c'è un solo modo per dimostrarlo: fornire ai navigatori tutte le informazioni, i dati, che gli permettano di farsi un'opinione precisa, anche se questa non dovesse coincidere con la nostra. Metterli, cioè, nella condizione di "conoscere per deliberare".
Il confronto politico e sociale, anche quando è particolarmente acceso, è un fatto fisiologico di ogni democrazia. Anzi, a patto che si svolga in modo leale, è un fenomeno assolutamente positivo. Di fronte a ciò, il compito che Pericles intende assolvere è registrare e dare spazio a tutte le voci, senza pretendere di fare a sua volta politica. Ma di fronte a ogni forma di imbarbarimento del confronto politico e sociale ci riserviamo il diritto di denunciarne i pericoli per la nostra democrazia. A maggior ragione nel caso di uno strumento come Internet, la cui scarsa regolamentazione comporta un potenziale immenso in termini di libertà di espressione, avvertiamo subito che non abbiamo la minima intenzione di farci portavoce, né, peggio ancora, strumento, di comportamenti che degradino la dialettica politica e sociale a livello di risse tra bande o litigi da bar, da qualsiasi parte questi dovessero provenire.
Il nostro atteggiamento nei confronti della classe politica è dunque ispirato alla più completa imparzialità. Il giudizio sul suo operato, sia al governo che all'opposizione, sarà però basato su tre criteri: la sua capacità di essere "buon governo", secondo il significato einaudiano del termine; la sua capacità di accrescere le opportunità per i cittadini di essere arbitri del proprio destino; la sua capacità di essere strumento di crescita per il Paese nella pacifica comunità internazionale. Tenendo come punto fermo l'idea kantiana di libertà, e cioè il diritto di ciascuno di perseguire il proprio ideale di felicità a condizione di non impedire agli altri di fare altrettanto, pensiamo che uno Stato sia tanto migliore quanto più riesce ad accrescere le opportunità di scelta autonoma dei suoi cittadini, estenderne i diritti politici e la partecipazione alla vita pubblica e ai processi decisionali.
Intendiamo così tentare di illustrare criticamente, e comparativamente con le esperienze degli altri Paesi, il concreto funzionamento delle nostre istituzioni politiche e individuarne le effettive capacità di produrre libertà.
12/13/2000