"Un'agorà elettronica” al servizio della Politica. Di Piero Ostellino
Pericles può diventare una piazza dove politici e cittadini comunicano tra loro
Scrive Giovanni Sartori nella prefazione all'Antologia di scienza politica (Il Mulino, 1970): "Per intervenire (con successo) sulla realtà occorre accertare come è. E per conoscere il mondo reale (fenomenico) occorre un linguaggio osservativo, fatto per "vedere", e costruito in modo da essere "controllabile", cioè passibile di verifica o falsificazione". Credo che la funzione della comunicazione politica dovrebbe essere proprio questa: fornire un'informazione su "come stanno le cose", anteponendola al "perché delle cose". La descrizione dovrebbe sempre precedere la spiegazione.
Questa è l'intenzione dei fondatori di Pericles: mettere "al servizio della politica" una forma nuova di comunicazione che le consenta di diffondere un "sapere per fare", cioè di rispondere contemporaneamente alla domanda "perché" e a quella "come", facendo costantemente coincidere la cultura dei "fini" con quella dei "mezzi". Prima della fine dei grandi "sistemi chiusi", delle ideologie ottocentesche, non ci si preoccupava tanto di come le cose stavano, quanto di come le cose avrebbero dovuto essere. Ciò comportava inevitabilmente una straordinaria attenzione ai fini e nessuna, o quasi, preoccupazione per i mezzi. Se il fine era ritenuto buono, corrispondeva a uno dei grandi sistemi ideologici, allora, i mezzi li si sarebbe trovati.
Ma le "dure repliche della storia" hanno dimostrato che non è detto che un fine meta-politico, meta-economico, meta-sociale, insomma, che a una concezione del mondo pan-filosofica o pan-ideologica corrispondano necessariamente mezzi "applicabili" nella realtà politica, economica, sociale. In politica, scrive ancora Sartori, "per applicabilità si deve intendere l'applicazione che 'riesce', e cioè la corrispondenza tra previsioni e risultati, tra quel che si vuole (il fine) e quel che si ottiene (l'esito)". "Un sapere applicabile trasforma il modo intervenendo subito, qui, ora".
Fare politica significa, dunque, rispondere alla domanda "come", dopo essersi chiesti "perché". Tutti gli uomini politici vogliono il bene (il "perché delle cose") dei loro concittadini. Raramente sono in grado di far sapere "come" intendono realizzarlo (con quali procedure, risorse, tecnicalità). Pericles può diventare la "piazza" nella quale i politici comunicano fra loro e con il cittadino sul "perché" e sul "come". Una agorà elettronica, con la duplice finalità di facilitare la modernizzazione della politica e di stimolare i poteri pubblici a confrontarsi su tale terreno.
Piero Ostellino
12/15/2000