Storia dei partiti italiani: il Partito Socialista Italiano
Il più vecchio partito italiano ha avuto una storia particolarmente tormentata, segnata da rotture e divisioni. Oggi gli eredi di Nenni e Turati sono su fronti opposti, nell'Ulivo e nella Cdl
PARTITO SOCIALISTA ITALIANO
1-Struttura del partito
E' il più vecchio partito italiano. Per quanto riguarda la sua struttura, gli organi centrali sono: segretario, vice segretario, Direzione, Comitato centrale, eletto quest'ultimo dal Congresso Nazionale. Gli organi periferici si distinguono in Federazioni e Sezioni.
L'organo ufficiale del partito è il quotidiano «Avanti!». Il PSI nacque il 16 agosto 1892 a Genova come «Partito dei Lavoratori Italiani», assumendo l'anno seguente la denominazione di «Partito Socialista Italiano».
2-Storia ed evoluzione del PSI.
a-Il PSIUP di Nenni e Turati.
Costituito dalla fusione dei vari circoli socialisti e operai organizzati su scala locale, il PSI manifestò sin dal suo congresso costitutivo una scarsa coesione interna, data la presenza di correnti sia moderate sia rivoluzionarie. Dilaniato dalle lotte interne, il partito cominciò a frantumarsi e nel 1921 perse l'ala comunista. Un anno dopo si distaccò anche la corrente riformista, che diede vita al «Partito Socialista Unitario».
Nel Congresso di Parigi del 1930 i due tronconi principali, guidati rispettivamente da Filippo Turati e da Pietro Nenni, giungevano alla riunificazione e nelle prime elezioni del dopoguerra il partito denominato «Partito Socialista di Unità Proletaria» (PSIUP) si affermava, con quasi cinque milioni di voti, come lo schieramento più forte dopo la DC.
b-La scissione e il sorgere di due nuovi partiti: il PSI ed il PSLI.
Nel gennaio 1947 a Roma, il partito si divideva nuovamente in due tronconi: «Partito Socialista Italiano» (PSI) e Partito Socialista dei Lavoratori Italiani (PSLI).
Nel PSI rimaneva la sinistra con la guida di Pietro Nenni, che proseguì nella linea di unità di azione con il PCI.
Tale linea, che portò alla costituzione del «Fronte Popolare» alla fine del 1947, si concluse però con il disastro elettorale del 1948.
Il PSLI nel 1951 assumeva la denominazione di «Partito Socialista Democratico Italiano» (PSDI). L'orientamento in senso governativo, maturato sul finire degli anni Cinquanta, caratterizzato dalle prime aperture verso la DC, portò all'adesione al primo governo di centro-sinistra. La denuncia, durante il XX congresso del PCUS, dei crimini commessi da Stalin e le vicende ungheresi del 1956 causarono la rottura dei legami del PSI con il PCI, che al contrario non aveva condannato gli interventi militari sovietici. Attorno alla metà degli anni Settanta il PSI incontrò gravi difficoltà. In quegli anni, nel tentativo di ricreare una alleanza con il PCI, presentando una proposta di governo che comprendesse anche i comunisti, il PSI si vide ripagare la sua linea politica con un insuccesso elettorale. Da quel momento la guida del partito passò da Francesco De Martino a Bettino Craxi (dell'ala nenniana) e Claudio Signorile (della sinistra).
3-La politica di Bettino Craxi.
Craxi perseguì una politica di intransigente autonomia nei confronti del PCI e della DC. La nuova linea autonomista del PSI veniva confermata anche nel Congresso di Torino del 1978, in cui si optava per un modello di socialismo europeo e occidentale.
Nello stesso anno veniva eletto presidente della Repubblica il socialista Sandro Pertini, il quale avrebbe incoraggiato in seguito il diretto coinvolgimento del PSI negli affari di governo. Nel 1980 infatti il PSI entrava a far parte del governo Cossiga. Il ruolo determinante del PSI nel garantire la governabilità, nonostante il suo peso elettorale relativamente modesto, consentiva la nomina, nell'agosto del 1983, di Craxi a presidente del Consiglio (primo socialista alla guida di un governo della Repubblica).
Con Craxi alla guida il governo acquisiva maggiore stabilità, conseguendo ottimi risultati in campo economico e finanziario e maggiore prestigio internazionale. Grazie all'effetto Craxi, il PSI otteneva con le elezioni del 1987 il 14,3%, una delle più alte percentuali di voti mai ottenute. Nello stesso anno tuttavia Craxi, in base al cosiddetto accordo della "staffetta", doveva cedere nuovamente la presidenza del consiglio alla DC. Il PSI garantiva comunque il suo appoggio ai successivi governi a guida democristiana, finendo però per smarrire la sua vena riformatrice e l'originalità della sua azione politica. Il trend positivo veniva interrotto dalle consultazioni politiche del 1992, le quali registravano una lieve flessione del PSI. A determinare questa inversione di tendenza erano soprattutto i numerosi casi di esponenti socialisti coinvolti nell'inchiesta "mani pulite" avviata dai giudici milanesi. Alla fine dell'anno lo stesso Bettino Craxi veniva raggiunto da avviso di garanzia per corruzione. Il clamoroso avvenimento metteva in discussione la segreteria del partito, già provata dalle polemiche fra la corrente maggioritaria e la minoranza riformista capeggiata da Claudio Martelli.
Le dimissioni di Craxi giungevano nel febbraio del 1993: al suo posto veniva eletto l'ex sindacalista Giorgio Benvenuto. L'incarico di Benvenuto durava però solo cento giorni, al termine dei quali rassegnava le dimissioni e veniva sostituito da Ottaviano Del Turco.
Le vicende giudiziarie e umane di Bettino Craxi, riparato in Tunisia, dove si è spento dopo una lunga malattia, sono storia recente e, comunque le si voglia giudicare, rappresentano una delle pagine più terribili della storia della Repubblica italiana.
Alle elezioni politiche del 1994 il PSI, presentatosi all'interno della coalizione progressista, subiva una pesante sconfitta raggiungendo solo il 2% dei consensi. Nel novembre del 1994 il Partito più antico d'Italia si scioglieva dando vita a due nuove formazioni: i Socialisti Italiani e il Partito Socialista Riformista.
Oggi gli eredi del socialismo italiano sono ancora divisi. Lo Sdi, guidato da Enrico Boselli fa parte del Centro-sinistra. Insieme ai Verdi, lo Sdi ha dato vita all’aggregazione del Girasole, che, con Margherita (Ppi, Udeur, Ri e Democratici), Ds e comunisti italiani, forma la coalizione dell’Ulivo. Il Nuovo partito socialista di Bobo Craxi, figlio di Bettino, è collocato invece nel Centro-destra, all’interno della Casa delle libertà.
4/26/2001